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| Un intero paese con il fiato sospeso È ballottaggio tra Vaglie e Carabottoli |
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 LILLY VICCARO THEO Carinola. Sono le ultime ore col fiato sospeso per il comune di Carinola che, in un modo o nell’altro, è deputato ad accogliere entro il venti dicembre le ecoballe, secondo il piano del commissario per l’emergenza rifiuti Alessandro Pansa. Sono le ultime ore di travaglio per la popolazione di Casanova: nonostante la delibera del consiglio comunale di domenica scorsa la scelta tra la cava e Carabottoli non è ancora stata fatta e il presidio permanente rimane tale. Quella appena trascorsa potrebbe essere stata l’ultima notte passata all’addiaccio da tanta gente. Ieri sera però, erano in corso accertamenti da parte dei tecnici proprio in località Carabottoli. Ancora nessuna notizia dal Tar del Lazio, a cui il comune di Carinola ha fatto ricorso chiedendo una sospensiva del provvedimento del prefetto. Nella serata di ieri intanto, si è riunito il consiglio comunale per procedere alla nomina dei nuovi consiglieri di minoranza: sarebbero dovuti subentrare a causa delle dimissioni di massa dell’intera opposizione, anticipate prima dal capogruppo Aldo Migliozzi nel consesso di domenica e poi ratificate da tutti gli altri martedì sera. Motivazione lapidaria: smettere di avere a che fare con una «maggioranza arrogante e per nulla propositiva come dimostrato nella vicenda del sito di stoccaggio provvisorio: nessuna delle azioni che andavano fatte con la massima urgenza sono state messe in atto per evitare la catastrofe rifiuti». Solo uno dei non eletti ha accettato di sedere tra i banchi della sala di Palazzo Novelli: si tratta di Giulio Andolfi, della frazione Casale, che ha dichiarato di «poter stare insieme a voi e poter contribuire alla cosa pubblica. Non esiterò a mettermi davanti ai camion se dovessero arrivare le ecoballe». All’interno del consiglio sarà indipendente. Lorenzo Razzino, coordinatore locale dei Verdi, è stato consigliere per venticinque minuti: il tempo necessario per spiegare che «non mi dimetto per essere solidale alla minoranza ma per solidarietà verso il popolo. Mi dimetto perché voi - ha detto indicando il resto dell’assise - parlate di ambiente ma non sapete nemmeno che cos’è e lo avete dimostrato all’epoca del mercato selvaggio delle antenne telefoniche». Gli altri candidati alla carica di consiglieri Sergio La Vecchia e Domenico Sorvillo non si sono proprio presentati. Probabile che ratifichino le dimissioni questa mattina. Vincenzo D’Ausilio ha fatto arrivare prima dell’inizio del consiglio, il suo rifiuto scritto. Sono stati tutti solidali con la decisione della minoranza. |
Pansa conferma: a Pignataro la discarica |
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 LIA PELUSO La Provincia di Caserta conferma la solidarietà ai sindaci dell’Agro Caleno, dopo la decisione presa dal commissario Alessandro Pansa di insediare la discarica provinciale a Pignataro Maggiore, in località Cento Mogge, nell’area conosciuta come Masseria Arianova. Una decisione che ieri è stata confermata da fonti della struttura napoletana. Il commissario Pansa probabilmente non ha mai cambiato idea su Pignataro mentre ha ancora qualche dubbio sui due siti prescelti a Carinola (ex cava a Vaglie e Carabottoli). I lavori per la realizzazione dell’invaso nel comune di Pignataro potrebbero partire già da oggi ma il commissariato ieri non ha voluto confermare temendo dure proteste di piazza. In tale contesto, i sindaci dell’Agro Caleno hanno ottenuto il sostegno della Provincia. Il presidente Sandro De Franciscis e l’assessore provinciale Maria Carmela Caiola hanno manifestato tutta la loro vicinanza ai sindaci di Pignataro, Giorgio Magliocca, Pastorano, Giovanni Diana, Camigliano, Vincenzo Cenname, Grazzanise, Enrico Parente, Sparanise, Salvatore Piccolo, e Calvi Risorta, presente con l’assessore all’Ambiente, Carmelo Bonacci, nel corso del vertice che si è svolto, ieri pomeriggio, nella sala giunta di corso Trieste, a cui ha partecipato anche una delegazione di cittadini del luogo. Nuovo no del presidente della Provincia - dopo la decisione di Pansa di individuare un sito di stoccaggio per le ecoballe a Carinola - alla discarica a Pignataro Maggiore. L’impegno del presidente De Franciscis e degli amministratori è stato di concordare un’azione incisiva comune, da portare in Parlamento e nel consiglio regionale sulla questione casertana dei rifiuti. «Come Provincia - ha spiegato De Franciscis, rivolto agli amministratori - ribadiamo la nostra ferma opposizione a qualunque nuovo insediamento sul territorio di Terra di Lavoro, perché di fronte alla nostra assunzione di responsabilità, già dimostrata un anno fa, con l’apertura di una discarica nel cuore della conurbazione casertana, il commissariato di Governo non ha rispettato i patti, non ha garantito il previsto avvio delle bonifiche e di tutte quelle azioni che avrebbero dovuto segnare un’inversione di tendenza in un territorio martoriato dal punto di vista ambientale. Per questo - ha aggiunto il presidente - non condividiamo i metodi con cui si effettuano le scelte e non possiamo più offrire collaborazione, finché non si darà seguito agli impegni già assunti l’anno scorso con la nostra provincia e non sarà riconosciuto il grande senso di responsabilità testimoniato dalla classe dirigente di Terra di Lavoro. Ormai - ha concluso - siamo sempre più di fronte a un sistema che evidenzia le contraddizioni di questi 14 lunghi anni di gestione commissariale». Un sostegno, quello della Provincia, volto a sostenere tutte le iniziative che saranno messe in campo contro l’insediamento della discarica provinciale, non solo a Pignataro Maggiore, perché il discorso riguarda tutto il territorio di Terra di Lavoro, anche dando mandato eventualmente ai legali dell’ente provinciale, per verificare quali azioni porre in essere per contrastare le decisioni del commissario per l’emergenza rifiuti. Il no alla discarica, da parte dei cittadini e del sindaco Giorgio Magliocca, riguarda anche il progetto che, attualmente, è stato avviato su quell’area, confiscata alla camorra e assegnata ad una cooperativa sociale che sta realizzando una fattoria. I terreni, individuati dal commissario, sono già stati lavorati e sono pronti per la semina. |
Sei sindaci scrivono a Pansa «Qui è terra di mozzarella» |
| Acceso consiglio comunale a Francolise sull’ipotesi ecoballe nel sito di Carabottoli |
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 LILLY VICCARO THEO Carinola. Un documento firmato da sei sindaci per dire no alle ecoballe in località Carabottoli, da mandare in giornata all’indirizzo del commissariato di governo per l’emergenza rifiuti: è questo il risultato del consiglio comunale straordinario di Francolise tenutosi ieri sera. Dalla frazione Casanova la protesta si è infatti spostata a Nocelleto e coinvolge altri cinque comuni, riunitisi ieri sera per iniziativa del primo cittadino di Francolise Andrea Russo. Secondo quanto riferito dal sindaco di Carinola Pasquale Di Biasio, il commissario di governo sta in queste ore decidendo quale sito scegliere tra la cava di Vaglie e Carabottoli. Se la prima ipotesi è stata fortemente osteggiata dalla popolazione locale, giudicata assurda da parte del consiglio comunale caleno e divenuta oggetto di interrogazioni parlamentari, la scelta di Carabottoli investe invece gli interessi territoriali di sei comuni che nel consesso straordinario di ieri sera hanno puntato il dito sul prefetto Pansa, giudicando «scellerata» qualsiasi azione in tal senso. L’area infatti, rappresenta il settanta per cento del patrimonio mondiale di allevamenti bufalini. Nelle vicinanze ci sono centoquaranta caseifici e il territorio che detiene il dop della mozzarella di bufala è secondo in Italia, per quanto riguarda l’origine protetta di un alimento, solo a Parma. Andrea Russo, il padrone di casa, ha dato la parola a Pasquale Di Biasio che ha spiegato la tormentata scelta di un sito alternativo ma anche ammonito i presenti: «Carinola non ha dimostrato compattezza e le battaglie vanno vinte con l’unità. Sulla scorta della mia esperienza mi sento di suggerire un atto forte senza sbavature». In seguito ha espresso le sue perplessità il sindaco di Grazzanise Enrico Parente che ha messo l’accento sull’esautorazione dei sindaci in materia di rifiuti: «L’emergenza è emergenza - ha convenuto Parente - ma dateci l’opportunità di sederci ad un tavolo, fateci mantenere la nostra dignità davanti a chi ci ha eletto». Ha portato invece la sua testimonianza diretta Bartolomeo Abbate, sindaco di Santa Maria La Fossa: «Al sito di trasferenza sul mio comune si è arrivati senza una logica. È il momento di dire che dove insistono marchi dop e igp non è possibile far arrivare i rifiuti. Non dobbiamo più subire soltanto». La tutela del comparto zootecnico è la preoccupazione maggiore anche dei sindaci di Cancello Arnone e Sparanise, Pasqualino Emerito e Salvatore Piccolo. Sempre nella serata di ieri, l’intera opposizione consiliare di Carinola ha rassegnato le dimissioni: «Non sopportiamo più una maggioranza arrogante e che sulla vicenda delle ecoballe, non è stata mai propositiva» ha dichiarato Mattia Di Lorenzo. |
Il prefetto a Magliocca: subito un’alternativa altrimenti l’invaso sarà realizzato a Cento Moggi |
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ELIO ZANNI Pignataro Maggiore. Giornata lunghissima per Pignataro, iniziata a mezzogiorno a Napoli con l’incontro tra il sindaco Giorgio Magliocca accompagnato dai primi cittadini di Giano Vetusto, Sparanise, Pastorano, Camigliano, Calvi Risorta e Grazzanise e il prefetto Pansa con quest’ultimo che ha dato 48 ore per trovare un sito alternativo; protrattosi nel pomeriggio con la mega manifestazione di piazza e conclusosi con un documento firmato dai sette amministratori in cui si invita, senza indugi, «De Franciscis a indicare un sito alternativo, sempre nel breve volgere dei tempi imposti dal prefetto». Già ieri mattina Pansa era stato categorico: «Avete due giorni di tempo - ha detto ai sindaci - non un’ora in più, per individuare un sito alternativo. Altrimenti sarà discarica e proprio lì dove è già stata ipotizzata: a Torre D’Ortello». Sono serviti a poco i rapporti geologici e le relazioni tecniche che gli amministratori hanno portato a Napoli. Ma il Prefetto non ha dimenticato il presidente della provincia casertana, indicandolo come «l’uomo dal quale ci si aspettava, come secondo in campo per l’emergenza rifiuti, diverse indicazioni e da diverso tempo. Ora è tardi - avrebbe asserito in sostanza puntando i piedi sulle richieste di ulteriori dilazioni temporali - ho il dovere di salvare anche voi dai rischi di un’emergenza sanitaria dovuta ai rifiuti lasciati ormai in ogni angolo di strada». L’impressione è chiara: Pansa non vuole cumuli di rifiuti sotto gli alberi di Natale. Quattro ore dopo l’incontro istituzionale, gli stessi sindaci si sono ritrovati nella piazza centrale di Pignataro Maggiore. Tanti gli interventi in voce di esperti, politici e liberi cittadini. Dal dottor Antonio Marfella, oncologo dell'Istituto Pascale di Napoli che ha sottolineato i danni derivanti dalle esalazioni sprigionate dai rifiuti e dal percolato a Nicola Capone segretario Generale dell’Assise partenopea che ha sollevato i più reconditi problemi giuridici che fanno da sfondo all’operazione discarica a Pignataro. E se per il professor Nicola Tiscione, membro del comitato Lo Uttaro di San Nicola La Strada, «al primo camion di rifiuti che arriva in città inizierà un processo quasi irreversibile», per l’architetto Pietro Vito (membro del comitato zonale per l’ambiente), «nessuna città deve ragionare in proprio e la questione va affrontata guardando al territorio come a un’entità omogenea per allarmi e prerogative». Particolarmente atteso e applaudito l’intervento di padre Alex Zanotelli, missionario Comboniano, che ha espressamente invitato il clero locale a prendere posizione. Gli farà eco il consigliere comunale Tony Bonaccio di Pastorano che ha esortato «la chiesa a suonare le campane in senso di allerta per il futuro del popolo caleno». Non è passata la proposta di Roberto Auriemma degli allevatori bufalini che riteneva lecito individuare in proprio un sito da indicare al prefetto. Idea decisamente osteggiata sia dal sindaco di Pignataro Giorgio Magliocca che dal capogruppo di opposizione Raimondo Cuccaro. «Dobbiamo mettere De Franciscis di fronte alle proprie responsabilità» hanno detto. Sul fronte ecoballe, stasera a Francolise consiglio comunale contro il sito di Carabottoli (Carinola). |
Eco-Balle: si del COmune di Carinola
Ma il sindaco vota contro Oggi riunione da Pansa per la discarica a Pignataro
Giorni decisivi per l’Acsa |
LILLY VICCARO THEO Si sblocca l’impasse a Carinola, mentre Pignataro attende con il fiato sospeso l’incontro di oggi (ore 12) in prefettura a Napoli tra il commissario di governo Alessandro Pansa e una rappresentanza dei comuni dell’Agro Caleno guidata dal sindaco pignatarese Giorgio Magliocca. Sindaco che rischia, da voci al momento non confermate, di essere sospeso dal prefetto di Caserta dalla carica insieme agli altri sei amministratori (Pastorano, Camigliano, Calvi Risorta, Sparanise, Grazzanise e Giano Vetusto) che sabato hanno manifestato contro la discarica occupando la Casilina e la stazione ferroviaria di Pignataro. Fatti che sarebbero alla base della contestazione prevista nel testo unico degli Enti locali (grave violazione di legge). A Carinola intanto, l’amministrazione comunale ha deliberato ieri mattina la scelta di un sito alternativo per il deposito e lo stoccaggio delle ecoballe: con dieci voti favorevoli e sei contrari, il civico consesso ha ratificato l’intenzione di evitare a tutti i costi che la cava di Casanova sia riempita di rifiuti provenienti dal Cdr, fornendo la base formale con cui Pansa potrà portare avanti il suo progetto. Si tratta della località Carabottoli, un largo appezzamento di terreno nei pressi di Nocelleto che confina con i comuni di Cancello Arnone e Francolise e, soprattutto, lontano dal centro abitato. La delibera completa l’iter per l’individuazione del sito, un iter già iniziato la scorsa settimana, precisamente venerdì, con la presentazione alla prefettura di Caserta della documentazione con i dati tecnici di Carabottoli, come richiesto dall’attuatore del progetto Leonello Serva. Ieri mattina il cortile di palazzo Novelli era pieno di gente che, nonostante la pioggia, è rimasta ad ascoltare l’intero dibattito tramite un altoparlante posizionato fuori la sala consiliare. All’interno lo spazio destinato al pubblico era esaurito in ogni ordine di posto. La proposta dei consiglieri di Casanova, quella di scegliere «il male minore» per il paese, è stata votata dopo alcuni interventi: i favorevoli sono stati Elisa Mazzucchi, Gennaro Mannillo, Antonio Giorgio, Giulio Sciaudone, Antonio Corribolo con tutta l’opposizione che è tornata a chiedere con forza le dimissioni del primo cittadino. Contrari il sindaco Pasquale Di Biasio e il resto dei consiglieri di maggioranza, tra cui spicca Luigi De Risi: nonostante i numerosi fischi arrivati al suo indirizzo, ha affermato che «indicare Carabottoli può diventare un boomerang per Carinola in quanto neanche quello potrebbe essere un sito idoneo perché paludoso ed acquitrinoso. Dunque, casomai venisse accertata la non idoneità di Carabottoli, il commissariato - ha concluso il consigliere - potrebbe ritornare su Vaglie. Deluso il sindaco di Falciano del Massico Giulio Cesare Fava: «Carinola con quella delibera ha di fatto accettato di avere le ecoballe». Giorni decisivi infine per l’Acsa: oggi e più probabilmente domani, l’assemblea dei soci (i Comuni) si riunirà per votare il bilancio del 2006 e discutere la delicatissima situazione. |
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Ecoballe, consiglio comunale straordinario sull’indicazione delle aree alternative
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LILLY VICCARO THEO Carinola. Si aspettavano un consiglio comunale che era stato promesso dai consiglieri della frazione Casanova due sere fa: in quella sede i rappresentanti eletti proprio a Casanova avrebbero dovuto chiedere al resto del consesso l’individuazione di «Carabottoli» come area alternativa per la realizzazione del sito di ecoballe. Obiettivo: cercare di scongiurare definitivamente il pericolo, evitare che la cava di Casanova diventi sito di stoccaggio provvisorio fornendo al commissario Pansa un’indicazione e un luogo preciso. Ma il consiglio comunale non c’è stato ed è montata l’ennesima protesta davanti al municipio, nella mattinata di ieri: è stato necessario l’intervento dei carabinieri e della polizia ma al Comune il primo cittadino Pasquale Di Biasio (nella foto), additato dei manifestanti come colpevole di tutta la situazione, non c’era. «È il momento in cui dimostriamo il massimo della determinazione, non siamo rassegnati e dobbiamo assolutamente continuare a farci sentire», ha dichiarato don Carlo Zampi, uno dei frequentatori più attivi del presidio permanente di via Valle e dal primo giorno della vicenda sempre in prima fila nelle manifestazioni al fianco della sua gente. Un’ulteriore riunione c’è stata nel pomeriggio di ieri: i consiglieri comunali di Casanova hanno dichiarato ai loro compaesani che nel consiglio di oggi avrebbero presentato la mozione in cui viene indicata la località «Carabottoli» come sito alternativo alla cava. Probabili, nel momento in cui la mozione non dovesse passare, le loro dimissioni. C’è attesa dunque per il consiglio comunale fissato per le dieci, in cui sarà determinante il voto dei singoli consiglieri a favore o contro la località che confina con i comuni di Cancello Arnone e Francolise. Particolarmente sotto i riflettori il voto dei consiglieri comunali di Nocelleto, la frazione da cui proviene il sindaco e in cui insiste l’area di «Carabottoli» la cui documentazione tecnica è già stata fornita venerdì mattina dal sindaco Di Biasio all’attuatore del progetto Leonello Serva, così come gli era stato richiesto. Il consiglio comunale di questa mattina servirà a far prendere una posizione a tutti i consiglieri comunali: atto che la popolazione di Casanova richiede con forza. |
| Ecoballe, ora è lite tra due frazioni |
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Sempre tensione a Carinola sul versante del sito di ecoballe nella cava di Casanova. I consiglieri comunali della zona chiedono un pronunciamento chiaro dell’assemblea comunale per il sito alternativo nella frazione di Nocelleto. Ed è braccio di ferro con i residenti. VICCARO THEO A PAG. 43 |
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Discarica, Pansa ora punta su Pignataro |
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 LORENZO CALÒ Perde quota l’ipotesi Carinola quale sede per l’ubicazione di un sito di stoccaggio di ecoballe. Ora sono al rialzo le quotazioni dell’opzione Pignataro Maggiore, ipotesi già affacciata nei giorni scorsi, al centro in queste ore di una serie di valutazioni da parte del commissariato di governo. La struttura commissariale infatti starebbe pensando a una soluzione totale, vale a dire un sito che possa ospitare contemporaneamente una discarica provinciale - necessaria a questo punto dopo il sequestro dell’invaso de Lo Uttaro - e un’area per lo stoccaggio di ecoballe. Al momento si starebbe ragionando su due ubicazioni, una cava dismessa in località Carità e un’ampia zona (detta Cento moggi in località Torre Tortello) attualmente ricadente su un terreno un tempo appartenuto al clan Nuvoletta e ora confiscato. Oggi pomeriggio la questione sarà affrontata nel corso di un consiglio comunale che a Pignataro Maggiore si preannuncia a dir poco acceso. Ancora ieri i tecnici della struttura guidata dal prefetto di Napoli Alessandro Pansa, hanno a lungo discusso sui requisiti tecnici dell’area individuata, proprio quei requisiti che - dopo giorni di proteste, sondaggi, sopralluoghi e contrasti a colpi di carte bollate - sembrano essere venuti meno per la cava Casanova di Carinola, nei giorni scorsi inserita nel piano del commissariato di governo quale area di stoccaggio delle ecoballe per la provincia di Caserta. Una zona che - come ribadito da una perizia dell’Asl Caserta 2 - presenterebbe limiti evidenti e forti rischi dal punto di vista igienico-sanitario. Un’area che anche sotto l’aspetto geo-morfologico sarebbe risultata non idonea. Di questo si sarebbero convinti con il passare delle ore (e dei rilievi) anche al commissariato di governo soprattutto dopo l’ultima relazione stilata da Eutizio Vittori, funzionario del Servizio geologico nazionale e stretto collaboratore di Leonello Serva, soggetto attuatore del commissariato di governo e braccio operativo del prefetto Pansa. Una relazione nella quale sono stati evidenziati, oltre a una ridotta capienza dell’invaso, anche la vicinanza della falda acquifera (con il rischio di inquinamento in caso di permeabilità del terreno e contaminazione con il percolato) e tratti di roccia altamente permeabili. Ecco perché, dopo la richiesta (nei giorni scorsi) da parte del commissariato di governo di acquisire le particelle relative alla cava per l’avvio delle operazioni di attivazione del sito di stoccaggio, e dopo l’ordinanza di chiusura opposta dal sindaco di Carinola Pasquale Di Biasio, per ora l’iter sembra essersi fermato con una decisa virata - da parte del commissariato - sull’opzione Pignataro. Intanto sempre ieri proprio il sindaco di Carinola ha chiesto a Pansa la convocazione di una conferenza dei servizi (estesa anche ad Arpac e Asl) nel caso la struttura commissariale intendesse insistere sulla cava di Casanova. Insomma, una situazione in continua evoluzione che parte, purtroppo da un unico dato di fatto: chiusa la discarica de Lo Uttaro, si è bloccato da ieri anche il Cdr di Santa Maria Capua Vetere a causa del mancato smaltimento della Fos; bloccata per ora anche l’area di trasferenza di Parco Saurino (Santa Maria la Fossa) mentre soltanto ieri, l’intera provincia ha «prodotto» 1237 tonnellate di immondizia. Unica soluzione transitoria possibile appare al momento quella di creare, in più parti del territorio, siti di trasferenza in attesa di avviare lo smaltimento dei rifiuti ammassati in strada. Oggi forse le prime soluzioni. |
| DISCARICA A CARINOLA, COME FU SCELTA?: ARRIVANO DUE INTERROGAZIONI |
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CASERTA - Cinque parlamentari vogliono vederci chiaro su come è stato scelto il sito di Carinola e soprattutto che - anche dal Casertano - ha dato l'ok. Scoppia un'altra emergenza: oltre a quella dei rifiuti, anche politica...Ecco i testi delle due interrogazioni
Interrogazione a risposta scritta 4-05663 presentata da LUCIO BARANI giovedì 15 novembre 2007 nella seduta n.243
BARANI, NICOLA COSENTINO e TAGLIALATELA. - Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'interno, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute, al Ministro della giustizia, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.- Per sapere - premesso che:
il Commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, Prefetto Pansa, in data 8 novembre 2007, individuava nove nuovi siti di stoccaggio di ecoballe nel territorio della Regione Campania;
tra i siti individuati vi è la cava ubicata lungo la Via Vicinale Vaglie in Casanova di Carinola in provincia di Caserta;
l'individuazione dei nuovi siti del Prefetto Pansa, come riportato dal quotidiano Il Mattino in data 10 novembre 2007, edizione casertana, pagina 39, articolo a firma Castiglione, sembra sia stata concertata con i Presidenti delle Province interessate, subcommissari per l'emergenza rifiuti Campania;
successivamente, lo stesso Commissario di Governo con Ordinanza n. 391 del 10 novembre 2007 disponeva i relativi sopralluoghi al fine di verificare l'idoneità dei siti individuati;
in seguito ai sopralluoghi, si determinavano numerose iniziative spontanee di protesta da parte dei cittadini;
il Consiglio Comunale di Carinola, su richiesta di alcuni Consiglieri, si riuniva in seduta pubblica straordinaria deliberando la contrarietà del Comune alla realizzazione di un «cosiddetto» sito di stoccaggio nelle piazzole della Cava di Via Vicinale Vaglie in Casanova di Carinola;
la Cava di via Vaglie in Casanova-Carinola dista solo 187 metri dalla prima abitazione e poco più di 200 metri dal nucleo abitato di Casanova-Carinola;
detto sito viola la distanza minima di 500 metri prevista in una precedente O.P.C.M.;
l'area interessata è contigua alla Riserva naturale «Foce del Volturno-Lago del Falciano» che ai sensi della legge n. 394 del 1991 articolo 32 deve perimetrare le aree contigue;
l'area individuata è prevalentemente agricola ed interessata da colture intensive, principale ed unica risorsa economica del territorio;
le cosiddette Ecoballe, non hanno nulla di ecologico, ma si tratta solo di assemblaggio di rifiuti non trattati, per cui i siti individuati vengono impropriamente definiti di stoccaggio, in quanto saranno vere e proprie discariche;
appare superfluo sottolineare i danni che una discarica produrrà in un territorio prevalentemente agricolo;
l'inevitabile inquinamento del percolato, che sarà liberato dalle ecoballe, produrrà un relativo inquinamento dei terreni con evidente compromissione dell'igiene e della salute pubblica;
avendo la Campania necessità di discariche e non di siti di stoccaggio, è urgente rivedere l'intera ratio del Provvedimento del Commissario Pansa, in quanto potrebbero non essere necessarie le individuazioni di nuovi siti, potendo operare sulle disponibilità territoriali già in atto con premialità ed incentivazioni per le popolazioni interessate -:
se e quali provvedimenti il Governo intenda assumere per l'esclusione del Comune di Carinola quale sito di discarica o di pseudo stoccaggio di ecoballe di rifiuti, modificando una scelta che appare profondamente inadatta quale risposta all'emergenza rifiuti ed in violazione di normative operanti, oltre che profondamente lesiva della residuale economia agricola del casertano e compromissiva della sicurezza igienico sanitaria delle popolazioni residenti;
se il Governo sia informato dell'iter procedurale che ha portato il Commissario Straordinario Pansa alla individuazione dei siti richiamati.(4-05663)
Atto Senato
Interrogazione a risposta scritta 4-03051 presentata da EMIDDIO NOVI mercoledì 14 novembre 2007 nella seduta n.252
NOVI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute, della giustizia e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:
il Commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, prefetto Pansa, in data 8 novembre 2007, individuava nove nuovi siti di stoccaggio di ecoballe nel territorio della Regione Campania;
tra i siti individuati vi è la cava ubicata lungo la via vicinale Vaglie in Casanova di Carinola in provincia di Caserta;
l'individuazione dei nuovi siti, secondo le dichiarazioni alla stampa del prefetto Pansa ("Il Mattino" del 10 novembre 2007, edizione casertana, pag. 39, articolo a firma Castiglione), appare avvenuta dopo concertazione con i Presidenti delle Province interessate, sub-commissari per l'emergenza rifiuti campana;
successivamente, lo stesso Commissario di Governo, con ordinanza n. 391 del 10 novembre 2007 disponeva i relativi sopralluoghi al fine di verificare l'idoneità dei siti individuati,
in seguito ai sopralluoghi, si determinavano numerose iniziative spontanee di protesta da parte dei cittadini;
il Consiglio comunale di Carinola, su richiesta di alcuni Consiglieri, si riuniva in seduta pubblica straordinaria deliberando la contrarietà dell'Ente alla realizzazione di un "cosiddetto" sito di stoccaggio nelle piazzole della cava di via Vaglie in Casanova di Carinola;
la cava di via Vaglie in Casanova-Carinola dista solo 187 metri dalla prima abitazione, e poco più di 200 metri dal nucleo abitato di Casanova-Carinola;
quindi detto sito viola la distanza minima di 500 metri prevista in una precedente ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri;
l'area interessata è contigua alla Riserva naturale "Foce del Volturno - Lago del Falciano" che, ai sensi dell'art. 32 della legge 394/1991, deve perimetrare le aree contigue;
l'area individuata è prevalentemente agricola ed interessata da colture intensive, principale ed unica risorsa economica del territorio;
le cosiddette ecoballe non hanno nulla di ecologico, ma si tratta solo di assemblaggio di rifiuti non trattati, per cui i siti individuati vengono impropriamente definiti di stoccaggio, in quanto saranno vere e proprie discariche;
appare superfluo sottolineare i danni che una discarica produrrà in un territorio prevalentemente agricolo;
l'inevitabile inquinamento del percolato che sarà liberato dalle ecoballe produrrà un relativo inquinamento dei terreni con evidente compromissione dell'igiene e della salute pubblica;
avendo la Campania necessità di discariche e non di siti di stoccaggio, appare urgente rivedere l'intera ratio del provvedimento del commissario Pansa, in quanto potrebbe non essere necessaria l'individuazione di nuovi siti, potendosi operare sulle disponibilità territoriali già in atto con premialità ed incentivazioni per le popolazioni interessate,
si chiede di sapere:
quali provvedimenti si intendano assumere per revocare l'individuazione del Comune di Carinola quale sito di discarica o di pseudo-stoccaggio di balle di rifiuti, modificando una scelta che - a giudizio dell'interrogante - appare profondamente inadatta quale risposta all'emergenza rifiuti ed in violazione di normative operanti, oltre che profondamente lesiva della residuale economia agricola del Casertano e compromissiva della sicurezza igienico-sanitaria delle popolazioni residenti;
quali provvedimenti siano stati posti in essere nei confronti del proprietario di detta cava che, peraltro, era stata posta sotto sequestro per sconfinamento dell'attività estrattiva nella proprietà comunale;
quali verifiche siano state compiute dal Prefetto riguardo a possibili interessi camorristicici sul sito in questione;
quale sia stato l'iter procedurale che ha portato il Commissario straordinario di Governo all'individuazione dei siti citati.
(4-03051)
(19 novembre 2007-20:45)
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Politica e Camorra: 6 arresti
– Un'ordinanza di custodia cautelare e' stata eseguita a carico di 6 persone dalla Guardia di finanza di Mondragone dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta e dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta. Gli indagati sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e corruzione di pubblico ufficiale, aggravate dalla finalita' camorristica e truffa ai danno dello Stato. Le ordinanze sono state emesse dal giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia. Le forse dell'ordine hanno anche eseguito il sequestro di un credito della somma di 4 mln e 700 mila euro vantato dalla "Eco4 Spa" nei confronti del Consorzio Ce4, oggetto di una fraudolenta cessione ad un istituto di credito. Gli arresti, avvenuti stamattina, rappresentano il proseguo di altre misure cautelari emesse dal gip di Napoli il 22 marzo scorso, riguardo una presunta costante pressione mafiosa, attivata da affiliati al clan La Torre, dominante a Mondragone, esercitata dal 2001 fino alla prima meta' del 2005, nei confronti della Eco4. Secondo gli inquirenti della dda, il clan La Torre avrebbe operato una "profonda infiltrazione" all'interno ''dell'amministrazione comunale di Mondragone, pressione ed infiltrazione che hanno trovato un rilevantissimo e indispensabile -e' spiegato nella nota dei pm- dato di sintesi e di collegamento tra le diverse entita' (pubblica amministrazione da un lato e sodalizio La Torre dall'altro) nella figura di Giuseppe Valente, gia' presidente del consorzio Ce4". Nella loro ricostruzione i pm spiegano che, "per un miglior controllo dell'amministrazione comunale, soggetti contigui al clan mondragonese, tra cui Maria D'Agostino, gia' consigliere comunale, e Gennaro Sorrentino, si costituirono nell'anno 2004 persino in gruppo politico, cosi' da continuare a inquinare l'azione politico-amministrativa, attraverso lo schermo partitico, risultando il gruppo stesso -spiegano gli inquirenti- dapprima 'innominato' per poi collegarsi strutturalmente con piu' ampie organizzazioni operanti anche a livello nazionale, essendo peraltro assolutamente indifferente l'area politica cui legarsi". L'attivita' investigativa dei carabinieri, della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza casertani "consentivano dunque, non solo di cogliere pienamente le caratteristiche dell'infiltrazione mafiosa della societa' mista 'Eco4 Spa' -societa' strategica in quanto affidataria privilegiata del servizio di raccolta dei rifiuti gia' concesso, nel tempo, da 18 Comuni del casertano- ma altresi' di svelare l'indissolubile connubio tra imprenditoria casertana, gruppi mafiosi sul territorio (facenti capo alle famiglie Bidognetti e La Torre-Fragnoli) ed amministrazione comunale mondragonese". Se le precedenti indagini ''consentivano di accertare la compartecipazione occulta mafiosa dell'Eco4 Spa,, ente piegato agli interessi patrimoniali del vertici del clan dei Casalesi attraverso l'azione dei fratelli Sergio e Michele Orsi e la stabile e continuativa contribuzione finanziaria del clan campano dagli stessi garantita'', lo sviluppo investigativo ''consentiva di chiarire la genesi della societa' mista e il supporto che la stessa societa' continuativamente garantiva alla stabilita' dell'assetto politico del comune di Mondragone, anche e soprattutto attraverso al contrazione di accordi connessi al versamento della tangente estorsiva''. Secondo gli investigatori, la gara indetta dal Consorzio Ce4 per l'individuazione del partner privato sarebbe stata aggiudicata nel 2002 all'Ati capeggiata dalla 'Flora Ambiente', facente capo ai fratelli Michele e Sergio Orsi, ''grazie ad un'intesa corruttiva e ad un'ingegnosa turbativa d'asta, coinvolgendo i privati aggiudicatari, il presidente del consorzio Giuseppe Valente e il presidente della commissione di gara Claudio De Blasio''. L'importanza della gara e la conseguente costituzione della societa' mista Eco 4 Spa, proseguono i pm, si coglieva dai successivi sviluppi quando, in un tempo decisamente breve, la Spa Eco4 diverra' affidataria, in via diretta e senza gara alcuna, della quasi totalita' dei servizi di raccolta nei comuni compresi nel territorio del consorzio. "Tali affidamenti diretti verranno consentiti anche attraverso una pluralita' di provvedimenti emessi dal Commissariato di governo per l'emergenza rifiuti -spiegano i pm della dda- Atti del tutto estranei ai poteri dell'ente e rilasciati in occorrenza con la concessione di utilita' corrispettive per il funzionario pubblico interessato, nonche' mediante una insistente azione corruttiva ed abusiva diretta a ottenere il rilascio della certificazione antimafia (problema sorto nei rari casi in cui i comuni optavano formalmente per la gara pubblica)". Secondo gli inquirenti in questo versante, come in altri, veniva richiesto l'intervento e la copertura di referenti politici, mediata anche da Giuseppe Valente. Il racconto tra gli interessi degli imprenditori privati, domini della societa' mista Eco4 Spa e gli interessi degli amministratori e politici, si coglieva in occasione delle contese elettorali quando numerose persone venivano assunte presso l'Eco4 Spa, su richiesta di esponenti politici, per motivi elettorali. L'attivita' investigativa avrebbe consentito di infrangere il patto di omerta' che avrebbe legato gli amministratori dell'Eco4 Spa -partner del socio occulto mafioso, riconducibile agli esponenti locali del clan dei Casalesi- alla criminalita' organizzata di Mondragone, svelando l'esistenza di una coeva tangente periodica, pari a 15 mila euro mensili, versata dai vertici della societa' mista Eco4 Spa, per circa 4 anni. Dalle indagini sarebbe emerso che la tangente costituiva "una rilevante fonte di reddito criminale del gruppo, vitale per l'ordinaria amministrazione dello stesso e la dipendenza finanziaria del clan dai determinatori della spesa pubblica comportava ineludibilmente -secondo una stringente logica economica- una sua dipendenza rispetto all'amministrazione locale". Tale soggezione finanziaria si sarebbe tradotta nell'intervento richiesto dalla parte politica al clan locale, poi attuato, nel dare sostegno alla giunta comunale, apporto che vedra' poi necessariamente implicata, per la concessione di posti di lavoro, la parte imprenditoriale. Secondo gli inquirenti sarebbe evidente un rapporto di reciprocita' funzionale tra politici e camorristi "che ha visto i primi in posizione sovraordinata rispetto ai secondi". Con l'accusa di estorsione continuata hanno ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare Giuseppe Fragnoli, Giacomo Fragnoli, Vincenzo Filoso, Gennaro Sorrentino, Augusto La Torre e Giuseppe Diana. Le indagini avrebbero consentito di individuare in Antonio la Torre uno dei mandanti delle attivita' estortive, all'epoca in cui era latitante in Scozia e in Aniello Pignataro il co-esecutore. Scrivono ancora i pm nella nota che "emergeva altresi' il ruolo di Giuseppe Valente, presidente del Consorzio Ce4 nella rilevante e prolungata tassazione estorsiva. Questi risultava infatti decisivo -nella sua veste di plenipotenziario del sindaco di Mondragone Conte Ugo, per i rapporti con il clan La Torre e di vero e proprio alter ego del sindaco, sia nella fase di conclusione della pattuizione estortiva sia in quella esecutiva, ruolo volto a impedire ai fratelli Orsi di sottrarsi alla domanda di denaro proveniente dall'indicato gruppo criminale". Le indagni avrebbero consentito inoltre di svelare la creazione ad opera di elementi collegati al clan La Torre, di una formazione politica capace di incidere sull'amministrazione comunale di Mondragone e la solo apparente uscita di scena di Maria D'Agostino, la quale invece, secondo i pm, ''si dimostrava di fatto capace di intervenire e condizionare le scelte dell'amministrazione comunale che, dopo le elezioni tenutesi nel giugno del 2004, restava guidata dal sindaco Ugo Conte''. La costante ingerenza della D'Agostino e la sua attitudine a pilotare comunque scelte rilevanti dell'amministrazione comunale, dimostrava ulteriolmente il legame tra la stessa e l'aggregazione capeggiata da Ugo Conte, vantando -secondo gli inquirenti- "la d'Agostino un credito pienamente coerente con l'esistenza di un accordo sinallagmatico per il quale il sostegno offerto dalla donna alla giunta Conte risultava la primaria prestazione da retribuire". L'attivita' investigativa avrebbe anche consentito di chiarire un'ulteriore truffa ai danni dello Stato, per un importo pari a 4 milioni e 700 mila euro, realizzata da Giuseppe Valente e dai fratelli Sergio e Michele Orsi, questi ultimi due anche attraverso il prestanome Aldo Schiavone e il direttore generale del Consorzio CE4 Claudio De Biasio e da alcuni dipendenti e funzionari della Bnl "questi ultimi infedeli e prezzolati agevolatori della condotta, comportando, -scrivono i pm- il conseguente sequestro preventivo del corrispondente credito, oggetto di illecita cessione dell'Eco 4 alla Bnl e successivi sconti". Per i contributi resi al clan di Mondragone, i pm accusano di concorso esterno in associazione mafiosa Gennaro Sorrentino, Giuseppe Diana, Giuseppe Valente e Maria D'Agostino.
Il geologo: il sito di Carinola è molto piccolo |
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| DALL’INVIATO ANTONIO PISANI «Il sito che Pansa intende realizzare nell’ex cava di Casanova potrà ospitare circa quattrocento ecoballe al giorno provenienti dal Cdr di Santa Maria Capua Vetere per un periodo di quattro mesi; non di più, visto che si tratta di un’area di appena 2700 metri quadrati». Abbozza un sorriso amaro il sindaco di Carinola Pasquale Di Biasio (in foto) mentre snocciola le cifre sul sito fornitegli ieri a Napoli da Leonello Serva, attuatore del piano del commissario per l’emergenza in provincia di Caserta. «Ne verrà fuori un mini-deposito - commenta - che non risolverà il problema delle ecoballe ma che danneggerà a tempo indefinito il territorio di Carinola. Un sacrificio inutile, dopo Natale staremo punto e a capo». «Lo stesso Serva - fa sapere Di Biasio - non è stato in grado di dirmi in che circostanze e da chi è stato fatto il nome di Carinola visto che nella lista del 29 ottobre che individuava 20 siti per le ecoballe in Terra di Lavoro, il comune carinolese non compariva. La verità uscirà fuori e chi ha sbagliato dovrà pagare. Intanto ho dato mandato al legale del Comune di presentare sia ricorso al Tar che al giudice civile ex articolo 700 per sospendere il provvedimento di individuazione del sito». Detto questo, il sindaco attenderà oggi la risposta di Pansa all’ordinanza con cui ha disposto la chiusura d’urgenza dell’ex cava per motivi igienico-sanitari. Un provvedimento, quello di Di Biasio, fondato sul parere dell’Asl Ce2 che ha dichiarato non idonea l’ex cava in particolare perché troppo vicina alle case della frazione di Casanova (una distanza che va dai 140 metri ai 208). Ma sulla sua scrivania, Pansa troverà anche la relazione, datata 18 novembre, di Giovan Battista de’ Medici, docente di Geologia Applicata e Idrogeologia all’Università Federico II di Napoli. Il professore scrive che «i materiali calcarei costituenti il fronte di cava e i piazzali sottostanti, risultano altamente permeabili per fratturazione e carsismo, e quindi fortemente assorbenti liquidi di percolazione...»; e che «il fronte di cava si presenta in condizioni di franosità ad alto rischio, specialmente dove le altezze maggiori raggiungono e superano la decina di metri...». Il docente conclude che sebbene le motivazioni tecniche siano da approfondire, sono comunque «sufficientemente indicative di escludere al momento qualsiasi possibilità di utilizzo dell’area di Vaglie per lo stoccaggio di rifiuti...». Un parere che Serva non potrà non tenere in considerazione essendo direttore del Servizio Geologico Nazionale; tanto più che ieri ha inviato in incognito un suo stretto collaboratore, Eutizio Vittori, per rendersi conto della bontà della scelta. Il tecnico ha dichiarato che «in effetti il sito è molto piccolo e la roccia è permeabile». Non è improbabile quindi che il commissariato stia rivedendo la decisione anche se la chiusura di Lo Uttaro potrebbe creare ulteriori problemi di urgenza. Sul fronte della protesta intanto, si fanno sentire i coltivatori. Antonio Villano, presidente dell’Unione Agricoltori dell’Agro-Domizio, è furibondo: «Da giorni sto scrivendo alla Regione e alle altre istituzioni per denunciare il pericolo che incombe sull’agricoltura a Carinola e Falciano del Massico, terre di produzione del Falerno, ma anche di frutta venduta in tutta Italia, come mele, pesche, fragole, per non parlare degli uliveti. Vogliono rovinarci; accanto alla cava ci sono terreni coltivati, c’è poi un pozzo con l’acqua per l’irrigazione. Siamo pronti ad arrivare con i trattori per impedire l’accesso alle ruspe». Giovannina Micillo, coltivatrice e anima del comitato contro le ecoballe di Falciano, afferma che «fino a poco tempo fa, nei mercati ortofrutticoli italiani, quando vedevano i prodotti delle nostre terre, non ce li facevano nemmeno scaricare; poi abbiamo avuto il permesso di apporre sui prodotti il marchio “ager falernus”, che è garanzia di qualità. Sapendo che la nostra frutta arriva dalla terra del Falerno, tutto sono più tranquilli, anche perché ci costringono a usare prodotti biologici. Dire no al sito di ecoballe - conclude - vuol dire salvare la nostra terra e le sue ricchezze». |
Rifondazione Comunista sulle Ecoballe a Carinola
(Giosuè Bove) Sono ben 19 i potenziali siti individuati dal Commissariato Straordinario. Non c’è Carinola (e non si capisce con quali criteri sia stata individuata) ma ci sono ben tre ipotesi di localizzazione a Presenzano e tre a Pontelatone, due a Castelvolturno, due a Villa di Briano, e due nella zona Alife-Dragoni; e poi, ancora, una “pro-capite” a Mignano Monte Lungo, Ciorlano, a Pietravairano, a Rocca d’Evandro, a Teano, a Sessa Aurunca e a Capua, tutti in cave inattive di ghiaia, pietra lavica, pietre calcaree. Nonostante la provincia di Caserta possieda il triste record per sversamenti abusivi e autorizzati di rifiuti industriali tossici e nocivi (la vera emergenza…), nonostante abbia assorbito finora numerose discariche, nonostante sia destinata a subire gli effetti nefasti del termovalorizzatore di Acerra (che in realtà sorge in località Pantano, ai confini tra Maddaloni e San Felice a Cancello), nonostante ospiti oltre il 50% delle eco-balle della Regione, nonostante che Taverna del Re (mega-sito di stoccaggio di eco-balle) sia solo sulla carta nel comune di Giugliano e nei molto più vicino a Parete e che, dunque, la percentuale di fatto di eco-balle in provincia di Caserta sia vertiginosamente più alta; nonostante tutto questo ci si chiede di fare un altro sacrificio ed ospitare un ulteriore sito di eco-balle. Adesso il Prefetto Pansa dice che ogni provincia deve mettere a disposizione un sito per le eco-balle. Finora hanno utilizzato la nostra provincia e le aree contigue come un immondezzaio, promettendo “dopo questo, basta!”. Poi ogni volta la promessa non vale e si riparte daccapo. Cambiano gli uomini ma la musica è la stessa: tutti devono fare la propria parte… Giusto, ma chi, con responsabilità, l’ha già fatta?
Di fronte alla indisponibilità da parte della Provincia a subire l’ennesima aggressione del territorio Pansa ha indicato a sorpresa una cava a Carinola, luogo estremamente improbabile sia per le dimensioni (meno di 3000 mq) e la conformazione chiusa, che per la logistica (le strade per raggiungerla sono tutte strette e impraticabili per i camion). Una decisione avversata giustamente dalla comunità e dal municipio, e che assume sempre più la fisionomia di una trappola. Dentro il movimento sta prendendo piede un virus strano: c’è chi dice che il sindaco deve indicare un sito alternativo “nell’ambito di Carinola” e chi invece propone che la Provincia scelga un sito alternativo tra i 19 indicati al Commissariato Straordinario nell’elenco di “siti di stoccaggio per balle ex CDR” elaborate dallo stesso Soggetto Attuatore e a firma del Dr. Leonello Serva. Queste posizioni – sostenute da soggetti in perfetta buona fede ma anche da mestatori che hanno obiettivi diversi da quelli del movimento – possono, se non bene articolate e precisate, mettere una frazione di Carinola contro un altra, nel primo caso, o una comunità contro l’altra, nel secondo caso. Si rischia, insomma, di fare la fine dei polli di Renzo e di avere una debolezza in più nel confronto con il Commissariato Straordinario.
Noi riteniamo che sia necessario un No fermo all’ipotesi incredibile di Carinola (sito del tutto inadeguato e sbagliato) e un No altrettanto fermo a qualsiasi altra ipotesi di localizzazione in assenza di un preciso piano di uscita dall’emergenza. E’ venuto il momento di ragionare “a balle ferme”: la Provincia deve avere pronto per la fine di quest’anno un progetto di massima per un piano provinciale dei rifiuti che preveda provvedimenti per la riduzione della produzione dei rifiuti, incentivazione della raccolta differenziata ai Comuni e alle famiglie virtuose, isole ecologiche in tutti i Comuni, accordi con i riciclatori per il prelievo dei materiali differenziati, impianti di compostaggio e per la fase di raggiungimento degli obiettivi (65% di differenziata a regime), piccoli impianti di trattamento delle frazioni non differenziate, perlomeno fino a quando non si raggiungeranno gli obiettivi di legge (65% di differenziata). Ma la provincia deve anche avere i poteri e le risorse economiche per gestire questo ciclo: solo dopo è possibile ragionare, e sarà giusto ragionare, sulle localizzazioni, rendendo protagoniste le comunità e i municipi, perché ognuno dei 104 comuni dovrà caricarsi un pezzetto dello sforzo complessivo di superamento dell’emergenza e della gestione straordinaria.
E soprattutto questa provincia intera dovrà aprire una vertenza con Regione e Governo perché la vera emergenza, quella dell’avvelenamento da rifiuti tossici e nocivi, venga affrontata con la dovuta attenzione, con un grande piano di bonifica integrale e generale ambientale e sociale del territorio. Una bonifica che tenga conto della necessità di reddito dei contadini che dovranno coltivare prodotti no food e no water utili ad aspirare i veleni dalla terra e a restituire acqua ai pozzi che nel litorale ormai cacciano sempre più sali e metalli. Una bonifica che preveda il ripristino delle funzioni originarie dei regi lagni, il risanamento dei tanti corsi d’acqua avvelenati ed un grande intervento sul mare, che fermi le cave e realizzi i progetti di ricomposizione ambientale. Una bonifica generale che intervenga sugli equilibri urbanistici, eliminando, anche con provvedimenti d’urto, il degrado dell’abusivismo e favorisca il ripopolamento delle aree interne e la decongestione delle aree metropolitane, intervendo anche sul sistema dei trasporti pubblici. E soprattutto un grande investimento nella scuola e nel sistema della formazione: c’è bisogno, insomma, di una sorta di Piano Marshall: non solo soldi, ma un nuovo approccio, una nuova cultura del territorio, delle relazioni sociali, delle relazioni uomo-ambiente. Bisogna sottoporre a critica pratica il consumismo e la cultura da ipermercati, l’idea di uno sviluppo e di una crescita senza limiti ed inaugurare nuovi stili di vita compatibili con l’umanità e con la terra che ci ospita. E’ questa l’altezza della sfida. E su questo dobbiamo costruire una grande vertenza provinciale con la Regione ed il Governo affinché sia affrontato con la necessaria attenzione il reale dramma di questi territori.
Svolta nella vicenda EcoBalle
CORRADO CASTIGLIONE Si parte con la requisizione dei siti di stoccaggio per le ecoballe: in assenza di altre indicazioni dalle Province, il commissario straordinario ai rifiuti Alessandro Pansa ha firmato le sei ordinanze e le relative autorizzazioni di accesso alle aree in favore dei tecnici che effettueranno i primi rilievi. E nell’eventualità, così come Pansa aveva preannunciato qualche giorno fa, il commissariato farà ricorso anche all’assistenza della forza pubblica. Poi, nel giro delle prossime ore il commissario dovrebbe firmare altre due, forse tre ordinanze, portando a otto o nove il numero dei siti, così come aveva anticipato nel vertice con il premier Romano Prodi tenuto due settimane fa a Palazzo Chigi, laddove ieri Pansa è tornato. La prefettura non ha ufficializzato i nomi, ma è pressoché certo che nella mappa complessiva dei siti vengano confermati Poggioreale e Casamarciano a Napoli e in provincia, Morcone Colle Alto e Casalduni (una piazzola accanto al Cdr) nel Beneventano, Petruro Irpino nell’Avellinese. Molto probabili nel Salernitano le scelte di Atena Lucana e Padula, mentre nel Casertano è sempre in campo l’ipotesi avanzata dalla Provincia in via informale a favore di Pignataro Maggiore accanto o al posto di Carinola, laddove l’area per iniziativa del sindaco è stata requisita dal Comune: su questo fronte è prevedibile una guerra di carta bollata con il commissariato. Partenze sfalsate, dunque, per l’allestimento dei siti di stoccaggio per le ecoballe, ma per tutti i cantieri c’è una data precisa da rispettare: quella del 20 dicembre, quando è prevista la chiusura di Taverna del Re, a Giugliano. L’ordinanza firmata dal commissariato non lascia altri spazi se non ad un’ultima esigua proroga al 30 dicembre, ma i comitati civici faranno buona guardia così come sta accadendo in queste ore per la copertura delle ecoballe. Dopo le proteste e le sollecitazioni dei manifestanti il commissariato si è impegnato a risolvere il problema entro oggi. E ieri sera sono arrivati di tre camion dalla Germania con i teloni necessari a coprire le balle. Intanto, prima di volare a Bruxelles, il prefetto Pansa ha fatto tappa a Roma dove ha incontrato Francesco Boccia, il capo del Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali della presidenza del Consiglio. Necessario il passaggio per rendere conto degli ultimi eventi, dalla definizione dei siti alla gestione economica di questi ultimi mesi del commissariato, fino al bando per la gara riguardante la gestione del termovalorizzatore di Acerra e il revamping dei Cdr. Oggi Pansa sarà a Bruxelles, per la procedura d’infrazione aperta a giugno dall’Unione europea nei confronti dell’Italia per la gestione dell’emergenza rifiuti in Campania. Accanto al prefetto ci saranno il presidente della commissione Ambiente del Senato Tommaso Sodano e il direttore generale del ministero dell’Ambiente Gianfranco Mascazzini. Disastro ambientale, assenza di un piano, mancato rispetto delle regole della Ue: le accuse formulate dai giudici europei sono gravissime e altissime sarebbero le sanzioni alle quali verrebbe sottoposta l’Italia, a fronte del rischio di malattie e di inquinamento dell’aria segnalato dai rapporti dell’organizzazione mondiale della Sanità sulla mortalità e al cospetto dei rilievi che venivano mossi agli impianti, ritenuti da Bruxelles «inadeguati e in palese violazione della normativa Ue sui rifiuti». Ai membri della commissione europea Pansa spiegherà le linee guida del futuro piano regionale ai rifiuti (che attende le osservazioni del ministero) perché l’impiantistica consenta di recuperare il gap storico e di ricondurre la gestione del ciclo al regime ordinario.
| Ultimo giro di telefonate, poi la svolta: tempo scaduto |
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Silenzio dai presidenti delle Province, il commissario ai rifiuti Alessandro Pansa inutilmente ha atteso le ultime indicazioni per individuare soluzioni alternative ai siti di stoccaggio per le ecoballe, con un ultimo giro di contatti e di telefonate, prima di dare forfait alla convention dei prefetti del Sud riunita a Castel dell’Ovo, per effettuare un blitz romano a Palazzo Chigi e per poi volare a Bruxelles, dove oggi si presenta per la procedura d’infrazione aperta dall’Ue nei confronti dell’Italia per la gestione dell’emergenza rifiuti in Campania. Pansa ha deciso, dunque, utilizzando i poteri speciali, dopo avere tentato fino all’ultimo momento la strada della condivisione. E alcuni nodi restano ancora irrisolti, in particolare riguardano Avellino, laddove la prefettura ha registrato soltanto un timido tentativo della Provincia di dire no a Petruro con l’indicazione di quattro macroaree pari a circa il 25 per cento della superficie di tutta l’Irpinia, un’indicazione troppo generica perché il commissariato potesse fare le sue scelte. E resta per ora senza soluzione la vicenda casertana, laddove la soluzione di Pignataro Maggiore - ipotizzata dalla Provincia - non è stata ancora formalizzata: forse potrebbe esserlo nelle prossime ore di fronte ai disagi di Lo Uttaro. Per Pansa la partita si chiude qui, almeno per il momento, salvo i due, forse tre siti aggiuntivi per i quali molto presto firmerà le ordinanze di requisizione. D’altro canto il prefetto non si è meravigliato del silenzio delle Province, anzi ne ha tratto l’ulteriore conferma della mancata collaborazione degli amministratori locali nella difficile opera di individuazione delle aree idonee all’allestimento degli sversatoi: argomento che più volte il prefetto ha sottoposto all’attenzione della presidenza del Consiglio e che Pansa ha analizzato a fondo anche ieri nell’incontro con il capo del Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali Francesco Boccia. Un elemento che non andrà sottovalutato quando al termine del commissariato bisognerà definire il passaggio al regime ordinario del ciclo dei rifiuti. cor.cas. |
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| LO SCENARIO |
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 Carinola. La gente di Casanova sta vivendo su un’altalena emotiva: le notizie che si susseguono in queste ore sulla possibilità che «Vaglie» diventi un sito di stoccaggio, il parere negativo dell’Asl e la determinazione del prefetto di Napoli Pansa fanno sì che la folla che non abbandona mai il presidio permanente sia disperata ma non per questo meno determinata. E ferma nelle proprie intenzioni. Le ecoballe a Casanova non le vogliono e lo stanno dicendo da più di una settimana con la presenza costante di centinaia di persone che, a ogni ora del giorno e della notte, si trovano al presidio, incuranti delle temperature in picchiata, della pioggia e del vento: le suore francescane come don Carlo Zampi, il parroco della frazione Casanova, ci sono quasi sempre, quando possono le mamme portano i bambini, ventiquattro ore su ventiquattro ci sono i giovani che ogni tanto si concedono una puntatina a casa. Ma nessuno si arrende. «Riconosco al sindaco l’impegno che sta mostrando e lo ringrazio per il lavoro che sta facendo in questi giorni. Ma non è bello pensare che se il pericolo fosse scongiurato lui ne esce da vincitore mentre se il sito si fa perde soltanto Casanova», commenta Giacomo Piccirillo, uno dei promotori della protesta. «Io vorrei sapere perché dieci anni fa Casanova era una bomboniera e oggi è una pattumiera», si chiede la signora Maria Ciccarelli, accorsa anche lei ai gazebo. Dalla prefettura di Caserta l’invito al dialogo con le comunità locali. C’era tanta gente anche quando ieri mattina è arrivato Michele Ragosta, presidente della commissione regionale ambiente accompagnato dal referente dei Verdi di Carinola Lorenzo Razzino e da Raffaele Aveta, dirigente provinciale del partito. «Ragosta è rimasto colpito anche dall’eventuale capienza della cava, molto limitata - ha dichiarato Razzino - ora De Franciscis deve prendersi le sue responsabilità». Nel pomeriggio invece si sono recati alla cava Mario Landolfi, coordinatore regionale di An e il senatore Gennaro Coronella, accompagnati dall’ex sindaco di Falciano Carlo Zannini: «Avete la mia totale solidarietà - ha detto l’ex ministro ai manifestanti - e suggerisco al sindaco, nel caso in cui il parere dell’Asl non dovesse bastare a fermare il commissariato, di dimettersi con tutta la maggioranza per dare un segnale istituzionale forte». Uno stanchissimo ma combattivo Di Biasio intanto ha chiesto proprio al presidente della Provincia De Franciscis «un atto di coraggio. È arrivato il momento in cui il presidente della Provincia, nella qualità di sub-commissario, deve far rimuovere il provvedimento, dicendo chiaramente che il sito individuato non è idoneo». Ma proprio sulla gestione dell’emergenza e sulla lettura politica di tale fenomeno, il fronte della protesta si è spaccato, la solidarietà tra comuni limitrofi - cointeressati dalla presenza delle ecoballe - è venuta meno, molti amministratori locali si sono fatti da parte. Il comitato spontaneo intanto, sta decidendo le prossime azioni dimostrative: si attendono le notizie che arriveranno oggi in seguito all’incontro tra l’attuatore del progetto Leonello Serva, stretto collaboratore del commissario Pansa e lo stesso sindaco Pasquale Di Biasio. Ad.vi. |
| Ecoballe, il commissariato pronto alla requisizione della zona. L’Asl: salute a rischio |
| Rifiuti, chiusa la cava di Carinola |
| Braccio di ferro con Pansa, il sindaco firma l’ordinanza per impedire l’attivazione del sito |
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 È arrivata nella mattinata di ieri sulla scrivania del sindaco di Carinola Pasquale Di Biasio la relazione dell’Asl Caserta 2 la quale certifica che la zona della cava di Casanova (individuata dal commissario di governo Alessandro Pansa quale possibile sito provvisorio di stoccaggio di ecoballe) non è idonea alla ricezione proprio delle temute ecoballe. E così il sindaco di Carinola ha allegato tale documento alla ordinanza che chiude di fatto l’accesso all’area della cava individuata dal commissariato di governo per il sito di ecoballe. Ma nelle stesse ore giungeva, sempre dal commissariato, la richiesta di fornire tutte le indicazioni utili per l’allestimento del sito. Insomma, un braccio di ferro il cui epilogo potrebbe avvenire oggi. CASTIGLIONE E VICCARO THEO ALLE PAG. 28 E 29 |
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Sale la tensione a Carinola: oggi si decide sul destino del sito di ecoballe nella cava di Casanova
 LILLY VICCARO THEO Carinola. Si va verso il braccio di ferro tra il Comune di Carinola e il commissariato di governo per l’emergenza rifiuti: è arrivata nella mattinata di ieri sulla scrivania del sindaco Pasquale Di Biasio la relazione dell’Asl Caserta 2 la quale certifica che la zona della cava di Casanova (individuata dal commissario di governo Alessandro Pansa quale possibile sito provvisorio di stoccaggio di ecoballe) non è idonea alla ricezione proprio delle temute ecoballe. «Questo dipartimento - è scritto nella relazione dei tecnici Asl - non può non tenere conto delle esperienze fin qui maturate, documentate e ancora attuali che consentono di affermare come le balle da rifiuti siano responsabili dell’immissione in ambiente esterno di percolato quale prodotto finale di processi fermentativi. Si può dedurre che non esiste sicurezza assoluta affinché possa escludersi nocumento sul piano igienico-sanitario alla popolazione residente interessata e in special modo a quella della frazione Casanova di Carinola». Il parere dell’Asl, firmato dal direttore del Dipartimento di prevenzione Pasquale Campanile Castaldo, dal responsabile dell’unità operativa prevenzione collettiva - ambito numero cinque - Severo Stefanelli e da Angelo D’Argenzio, responsabile del servizio di epidemiologia e prevenzione, è dunque negativo e fa tirare il fiato all’amministrazione comunale e alla gente che affolla giorno e notte il presidio permanente all’imbocco di via Valle. Alla relazione acquisita dal primo cittadino si è aggiunta in seguito un’altra: si tratta di una perizia firmata da Giovan Battista de’ Medici, docente di Geologia applicata e idrogeologia all’università Federico II di Napoli. Lo studio ha evidenziato per la zona in questione «il pericolo di frana, l’instabilità e la profonda permeabilità del terreno, la vicinanza alle colture, addirittura la presenza di stalattiti e stalagmiti». Insomma, secondo lo stesso esperto che si è occupato anche del «caso Serre», nel Salernitano, appare quanto meno sconsigliabile che le ecoballe vengano depositate su quella cava. Ma nel pomeriggio di ieri, però, in Municipio è arrivata la doccia fredda: il commissariato per l’emergenza rifiuti va avanti e sta in queste ore requisendo i siti. Il fax giunto all’indirizzo di Di Biasio è inequivocabile: l’attuatore del progetto Leonello Serva ha chiesto «ad horas» la documentazione amministrativa e tecnica (particelle e destinazione urbanistica) relativa alla cava «per l’ottimizzazione del sito». Il sindaco però non ha perso tempo e dopo un’ora ha emesso una ordinanza che, sulla scorta del parere dell’Asl e dell’analisi tecnica e geologica stilata dal docente della Federico II, vieta di fatto l’accesso «a ogni autoveicolo preordinato al deposito delle balle», ordina «la recinzione provvisoria dell’area Vaglie», vieta lo stoccaggio e «qualsivoglia attività preliminare e preordinata allo stoccaggio stesso». L’ordinanza (oltre a calcare la mano sul fatto che Carinola non sarebbe stata in origine neanche inclusa nell’elenco dei siti da utilizzare dopo la chiusura di Giugliano) pone in luce il fatto che nel raggio di appena ottocento metri ci sono decine di abitazioni civili e che la zona è interessata dai vincoli paesaggistici e ambientali, idrogeologici e destinata a usi civici. Dunque per ora - dopo fiaccolate, cortei, comizi e presidi di dissenso - si va verso il muro contro muro. L’attesa a questo punto, è tutta per le notizie che arriveranno oggi da Napoli dopo l’incontro fissato per questa stamattina tra il sindaco e l’attuatore del progetto Leonello Serva.
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Emergenza Rifiuti Campania
Il Nuovo PSI Propone:
Nella mattinata di oggi, il Nuovo Psi ha tenuto una conferenza stampa per illustrare il punto di vista del partito in merito all’emergenza rifiuti in Campania. Il segretario nazionale, on. Stefano Caldoro, l’on. Massimo Grimaldi, consigliere regionale, Gennaro Salvatore, segretario regionale, Mimmo Palmieri, consigliere comunale al comune di Napoli hanno incontrato i giornalisti presso la sala conferenza del consiglio regionale della Campania. La soluzione di un’emergenza ormai ordinaria passa per la fine della gestione commissariale entro il 31/12/07 ed il ritorno ad un regime di gestione ordinaria, come sottolineato dall’on. Grimaldi che, insieme ai colleghi capi-gruppo della Cdl in consiglio regionale ha firmato una mozione in tal senso. Il Nuovo Psi, ha affermato il segretario regionale, Gennaro Salvatore, si è detto contrario agli otto siti di stoccaggio provvisorio individuati dal Commissario Straordinario, perché di modeste dimensioni ed inefficaci. L’alternativa proposta è individuare discariche su base provinciale, tenendo in debita considerazione il sacrificio già pagato negli ultimi anni da particolari aree del nostro territorio insieme a metodi facilmente attuabili dai cittadini per la raccolta differenziata solo del rifiuto umido da quello secco, che, da sola, realizzerebbe una minore quantità di rifiuto prodotto da inviare in discarica, come spiegato da Mimmo Palmieri. Oltre alla riapertura della discarica di Pianura, il Nuovo Psi propone meccanismi di premialità in termini di infrastrutture, oltre ad un considerevole abbattimento della quota TARSU ai cittadini delle aree interessate; risorse vincolate al cosiddetto ”ristoro ambientale” in tutte le aree finora martoriate dalla perenne emergenza rifiuti e che siano in grado non solo di recuperare la qualità della vita ma anche di rilanciare lo sviluppo di un'economia sostenibile; nonché l’avvio di ogni iniziativa legislativa, amministrativa e di comunicazione utile ad ottenere una diminuzione della produzione di rifiuti”.
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Il paese si sente solo «I politici ci aiutino» |
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DALL’INVIATO ANTONIO PISANI Carinola. Il paese degli uliveti, dei vigneti e dei pescheti, minacciato dalle ecoballe, si sente ormai sempre più solo. Abbandonato da tutti, in primis «dai politici di alto rango che a Carinola non si sono fatti vedere», quindi dalla stessa struttura commissariale che «non ha inviato nessun emissario a osservare l’ex cava (uno spiazzo non molto esteso, ndr) dove dovrebbe sorgere il sito per le ecoballe», poi dal Governo, visto che la prefettura «si è dichiarata incompetente», e infine da tutte le associazioni ambientaliste, «totalmente assenti». Un paese tranquillo, a vocazione agricola, che si trova ora improvvisamente catapultato in un incubo che forse già domani potrebbe diventare realtà, con l’arrivo delle ruspe annunciato da Pansa. Senza un sito alternativo, in provincia di Caserta resta solo Carinola. Con le ore contate, aumenta il nervosismo tra i cittadini e la tentazione di additare colpe: così, Michele Fanelli e Angelo Paolella, membri del comitato spontaneo contro le ecoballe, dopo aver detto un secco «no» al sito, accusano il sindaco Di Biasio di «essersi mosso molto lentamente in questi giorni sul fronte politico» e che è «competenza di De Franciscis indicare un’altra area». C’è chi spiega tutta la vicenda dicendo che Di Biasio è caduto in disgrazia (politica si intende). Ma sono molti i cittadini che invocano proprio l’intervento della politica. «Qualche anno fa, la realizzazione della discarica sempre a Carinola fu evitata grazie all’intervento di un parlamentare» ricorda l’assessore all’ambiente del comune carinolese Gennaro Mannillo ai concittadini riuniti nei pressi dell’ex cava della frazione Casanova; parole che provocano sonori fischi dagli elettori di centro-sinistra, dello stesso colore dell’assessore, perché quel parlamentare è della Cdl. Momenti di tensione che convincono il sindaco di Falciano del Massico Giulio Fava ad andarsene «perché qui la politica non c’entra nulla». Ma qualcun altro è d’accordo con l’assessore. «Solo un intervento presso il commissariato della Provincia, o di qualche parlamentare, di qualunque partito esso sia, o anche di consiglieri regionali - dice Antimo Vingione, semplice cittadino - può evitare questo scempio. Ma credo che in questa vicenda la politica sia stata assente». Così, tra chi invoca l’intervento dei politici, la maggiorparte, e chi predica l’unità della cittadinanza a prescindere dal colore di partito, il fronte della protesta sembra inesorabilmente dividersi, anche sui mezzi da adottare. Qualcuno incita la folla «ad andare a bloccare la statale Appia»; l’avvocato Salvatore Di Stasio, dice però a chiare lettere che lui a bloccare l’arteria non ci pensa proprio «perché potrebbero farci una bella multa» e che quando arriveranno le ruspe si metterà davanti per non farle passare, «ma se la polizia mi sposterà non opporrò resistenza, non voglio passare dalla parte del torto». Le ore intanto scorrono veloci verso l’arrivo delle ruspe. Il fronte della protesta cercherà di ricompattarsi oggi ma, in pratica, solo un’ordinanza sindacale potrà bloccare, almeno per qualche giorno, il progetto del commissariato. Come è accaduto a Caserta per la discarica di Lo Uttaro, si andrà necessariamente verso uno scontro tra il Comune di Carinola e il commissario Pansa. Sarà l’Asl Ce2 a dare una base normativa al provvedimento d’urgenza del sindaco. Nel suo dossier, che sarà consegnato al Comune questa mattina, l’azienda sanitaria dirà che il sito è troppo vicino al centro abitato, una circostanza che è sotto gli occhi di tutti. A pochi metri dallo spiazzo che dovrebbe ospitare le ecoballe, sorgono numerosi uliveti ed è ancora in corso, lo si vede dalle reti aperte sotto gli alberi, la raccolta delle olive. Inoltre la strada che porta all’ex cava è in salita per cui, in caso di pioggia, come già accade oggi, verso le vicine case potrebbero arrivare ruscelli formati da percolato, la sostanza tossica generata dai rifiuti umidi. «Il sito qui viola la legge, questo dovremo far capire a Pansa» dice l’assessore Mannillo che, dopo i fischi e le divisioni, ha capito che solo l’unità può far guarire il paese dalla sindrome da isolamento da cui è ormai affetto. |
Discariche, Pansa pronto per le requisizioni |
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 CORRADO CASTIGLIONE Entro 24 ore scatteranno le requisizioni delle aree in cui saranno allestiti i siti di stoccaggio per le ecoballe, uno per ogni provincia e uno a Napoli città: il commissariato straordinario ai rifiuti stringe i tempi, nell’obiettivo di aprire subito i cantieri (i lavori dureranno trenta giorni) e onorare così la scadenza della chiusura di Taverna del Re fissata al 20 dicembre. Ultime ore dunque per i presidenti delle Province, per intervenire sulle scelte e proporre siti alternativi. Trattative sono ancora in corso per Salerno, dove Atena Lucana sembra l’ipotesi più accreditata, e per Caserta, dove in extremis Pignataro potrebbe cancellare il sito di Carinola dalla mappa del prefetto Alessandro Pansa. Di certo domani il commissario avrà già firmato le ordinanze e potrà renderne conto a Bruxelles, al cospetto della Commissione europea, laddove l’Italia e la Campania in particolare devono difendersi dall’accusa di infrazione. In quella sede Pansa spiegherà cosa è accaduto negli ultimi anni nella gestione delle discariche e illustrerà in che modo il piano regionale dei rifiuti adeguerà l’impiantistica al fine di risolvere i nodi, senza danni per l’ambiente. Alla stessa maniera mercoledì Pansa sarà a Roma per proseguire la seduta nella commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo rifiuti (presidente Roberto Barbieri) interrotta la settimana scorsa per il dibattito in corso in parlamento sulla Finanziaria. E potrebbe approfittare dell’occasione per un passaggio a Palazzo Chigi, dove Pansa ha il compito di riferire (al premier Romano Prodi o, più probabilmente, al sottosegretario Enrico Letta) sia sulla vicenda dei siti, sia sull’esito dell’incontro di Bruxelles. Intanto in regione è sempre caldo il fronte della protesta contro le indicazioni del commissariato sui siti per le ecoballe. Proprio oggi a Poggioreale si svolgerà la Fiaccolata della speranza, così come l’hanno definitiva i comitati civici. Appuntamento in Cupa Principe alle 19.30, di fronte ai grattacieli di via Stadera, nella piazzola adiacente all’edificio della Protezione civile. Tensioni anche in provincia per il sito di Casamarciano. Stamane il sindaco di Comiziano Lidio Alfieri, a nome di tutti gli amministratori comunali dell’hinterland nolano, chiederà un incontro con il presidente della provincia di Napoli, Dino Di Palma e con quello della commissione ambiente del Senato, Tommaso Sodano, con l’obiettivo di scongiurare l’arrivo dei rifiuti in una zona dove già sorgono due discariche e un impianto di Cdr. Mentre l’unità di crisi istituita dal consiglio comunale di Casamarciano e presieduta dal sindaco del piccolo centro, Ferdinando Primiano, in serata fisserà la data di una manifestazione di protesta che potrebbe essere organizzata nei prossimi giorni. Proteste ci sono state anche ieri, sia in Irpinia che nel Beneventano in difesa di Petruro e Morcone Colle Alto: ma lì i giochi sembrano fatti, in mancanza di alternativa valide dai territori. E sulle responsabilità dei presidenti delle Province Pansa è pronto ad essere severo nella relazione conclusiva a Palazzo Chigi. Da segnalare che a Taverna del Re oggi arriveranno dalla Germania i teloni mancanti per ultimare la copertura delle balle entro domani. |
Carinola, è conto alla rovescia |
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| Oggi a Napoli il dossier dell’Asl Ce2 sull’incompatibilità sanitaria del sito |
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 La seconda domenica di protesta contro le ecoballe è iniziata molto presto a Carinola anche se a caratterizzare il giorno festivo è stata la lunga marcia svoltasi ieri pomeriggio, partita da Falciano del Massico e arrivata a Casanova presso la cava dove dovrebbe nascere il sito. Stamani intanto un dossier per dimostrare che l’area non è utilizzabile come sito per le ecoballe sarà presentato a Pansa.
| La lunga marcia per dire «no» alle ecoballe |
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 LILLY VICCARO THEO La seconda domenica di protesta contro le ecoballe è iniziata molto presto a Carinola anche se a caratterizzare il giorno festivo è stata la lunga marcia svoltasi ieri pomeriggio, partita da Falciano del Massico e arrivata a Casanova presso la cava dove dovrebbe nascere il sito. Già in mattinata però, verso mezzogiorno, molti aderenti al comitato spontaneo «No-ecoballe» erano sotto il portone del municipio, ad attendere notizie dal sindaco Pasquale di Biasio. Il primo cittadino però, memore delle forti contestazioni di sabato, non si è fatto vedere per tutta la giornata, disertando anche l’incontro con la delegazione di Falciano. A portare la propria solidarietà al primo cittadino di Carinola è arrivato da Caserta Giosuè Bove, segretario provinciale di Rifondazione Comunista che ha esortato tutti a «resistere, fare le barricate, picchettare giorno e notte il presidio». Moltissima gente alle due e mezza era già al quartier generale ad aspettare la delegazione di Falciano del Massico. Più di cento persone hanno percorso tre chilometri a piedi, dalla propria cittadina a Casanova per dire «no» al sito di stoccaggio provvisorio che «danneggerebbe l’intero territorio e non solo il comune di Carinola a cui noi siamo legatissimi» ha dichiarato il sindaco Giulio Fava, alla testa del corteo con Giuseppe Di Gregorio (coordinatore provinciale della Sinistra Democratica: ha comunicato che il senatore Massimo Villone presenterà un’interrogazione parlamentare sul caso); tante donne, bambini, membri dell’opposizione consiliare e della società civile. Sono stati accolti da un fortissimo applauso ma in molti se ne sono andati. Il primo cittadino Giulio Fava, in particolare, ha lasciato il presidio dopo essersi recato in cima alla cava: «Non mi piace l’ambiente, non mi piace l’aria che tira» ha detto prima di ritornare a Falciano con i suoi concittadini. Sono state infatti molte le voci discordanti: già dalla mattina circolavano tre fogli con quattrocentodiciassette firme che chiedevano un’assise straordinaria in cui i consiglieri comunali di Casanova avrebbero dovuto farsi carico di convincere il sindaco Di Biasio a indicare al commissario Pansa un sito alternativo. Altri invece asserivano il più convinto no a qualsiasi coinvolgimento di Carinola nella questione rifiuti. La spaccatura è evidente nei comitati: «Preso atto delle contrapposizioni createsi che rischiano di dividere il fronte unico della cittadinanza casanovese», i sei rappresentanti con una nota ufficiale, hanno rassegnato le dimissioni dal direttivo del comitato impegnandosi però a «continuare la lotta come e più di prima». Si terrà intanto domani mattina un consiglio comunale a Carinola. All’esterno del municipio ci sarà il presidio dei cittadini. Ma le proteste connesse ai rifiuti non hanno riguardato solo Carinola; a Maddaloni, dove la bonifica della discarica ex Foro Boario (2000 tonnellate di rifiuti) non si farà nemmeno a novembre, 200 persone, in rappresentanza dei circa 5 mila residenti dell’area sud di via Napoli, fronteggiate dalle forze dell’ordine, hanno occupato piazza generale Ferraro, corso I Ottobre, via Libertà. «È impossibile - dicono - vivere vicino a una discarica in autocombustione con l’emissione ininterrotta di diossina». Spinti dalla rabbia, hanno assediato il congresso cittadino di Italia dei Valori che ospitava il sindaco. Ai manifestanti, Farina ha detto che i ritardi «sono imputabili ad un supplemento di analisi sulla natura del materiale sepolto, chiesto dalla discarica (individuata in provincia di Torino) che ospiterebbe i rifiuti riesumati». |
Un momento del corteo di sabato Sotto gli uliveti adiacenti all’ex cava | |
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Carinola – La Federazione provinciale dei Verdi ha elaborato e presenterà domani in Parlamento per il tramite dell'on. Giuseppe Trepiccione un'interrogazione parlamentare sulla possibile costruzione di un sito di stoccaggio di ecoballe a Carinola. I Verdi casertani chiedono di conoscere le motivazioni per le quali il Commissario delegato all'emergenza rifiuti ha disposto con l'Ordinanza n. 391 del 10 novembre 2007 rilievi tecnici sul sito ubicato in località Vaglie, nella frazione Casanova di Carinola, pur disponendo di altre 19 localizzazioni potenzialmente idonee per lo stoccaggio delle balle ex CDR e, in ogni caso, la federazione provinciale chiede di intervenire per bloccare ogni ulteriore accertamento e qualsiasi attività tecnica propedeutica alla realizzazione di un impianto per lo stoccaggio dei rifiuti nel Comune di Carinola, in quanto il sito individuato- notano i Verdi casertani- non soddisfa “le necessarie garanzie ambientali e sanitarie”, richieste dall'art. 3 comma 2 della Legge 290/06, limite al quale soggiacciono anche i poteri straordinari del Commissario per l'emergenza rifiuti. Nell'interrogazione presentata i Verdi hanno infatti evidenziato quanto la cava di Casanova sia del tutto inidonea ad ospitare un impianto per lo stoccaggio dei rifiuti per l'eccessiva vicinanza con il centro abitato, per la mancanza di strade di collegamento che obbligherebbe i camion di ecoballe a transitare attraverso il centro con relative conseguenze negative in termini di viabilità e qualità dell'aria, per i siti di interesse ambientale ed archeologici che sorgono a pochi passi dalla zona. “Combatteremo al fianco della comunità di Casanova - ha dichiarato il leader provinciale dei Verdi Raffaele Aveta - con tutti gli strumenti legali a nostra disposizioni per evitare che un ulteriore scempio venga perpetrato ai danni della nostra Provincia. Non riteniamo che costruire ulteriori depositi di ecoballe sul territorio provinciale possa costituire un strumento utile a risolvere l'emergenza. Occorre, invece, adottare un piano provinciale che, chiamando tutti, forze politiche ed enti istituzionali ad una forte assunzione di responabilità, consenta di programmare definitivamente l'uscita dall'emergenza rifiuti. Intanto, continueremo nelle nostre azioni di lotta e porteremo domani anche il Presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania, l'on. Michele Ragosta, a visiterà il sito in localià Vaglie per testimoniare la propria solidarietà alla comunità di Carinola e programmare nuove iniziative”.
Carinola, La delegazione del PRC composta dal segretario provinciale Giosuè Bove, dalla responsabile di organizzazione provinciale del PRC Maria Emilia Cunti, dal neo-capogruppo Amilcare Nozzolillo, dall’assessore Enrico Milani, oltre che dal segretario Roberto Rotunno e dalla responsabile di organizzazione Gloria Pugliatti del circolo di Carinola, e da Giancoarlo di Marco, segretario e da Ginetta Ciorra, componente del direttivo del PRC di Sessa Aurunca ha incontrato prima alcuni esponenti dei comitati in lotta contro la decisione del Prefetto Pansa di realizzare un sito di stoccaggio per le eco-balle a Carinola e poi il Sindaco Pasquale Di Biase, in piena riunione di maggioranza.
“Una decisione (quella di Pansa su Carinola) oltre che grave, strana”, ha osservato Bove: “un sito troppo piccolo (meno di 3,000 mq) e troppo vicino al centro abitato (meno di 100 metri dalle abitazioni), in un luogo raggiungibile solo con strade strette, difficilmente praticabili per i camion, e con un ingresso obbligato in una strada urbana. Un sito, insomma, tecnicamente “improbabile” che infatti non stava sulla lista dei possibili siti e che è stato inventato da qualcuno in grado di influenzare Prefetture e Commissariato Straordinario… una vera e propria “polpetta avvelenata” per la provincia di Caserta e per la maggioranza che la governa: il Sindaco di Carinola è il presidente del Consorzio Idrico (una figura rilevante del centro-sinistra) mentre, dopo le “fregature” ricevute a Lo Uttaro il Presidente della Provincia ha detto chiaro e tondo che sul nostro territorio non c’è spazio per altre eco-balle, né a Carinola né altrove, e che è ora che la gestione dei rifiuti torni ai poteri ordinari”. Ma al di là di “chi c’è dietro” e di chi ci specula (ci sono senatori che vanno in giro a spargere veleni e che invece farebbero bene a mettere un po’ d’ordine a casa loro, soprattutto dalle parti di Mondragone e Pignataro…) è ora che si dica con fermezza che questa emergenza rifiuti è un grande imbroglio che ha coperto per 15 anni il vero dramma delle nostre terre, l’avvelenamento a causa dei rifiuti industriali, tossici e nocivi, di cui ormai pochi parlano. La gestione commissariale ha sprecato soldi che si sarebbero potuti utilizzare per organizzare facilmente il ciclo integrato dei rifiuti, come in tutt’Italia e in tutta Europa, e per avviare una vera grande opera pubblica utile, la bonifica integrale e generale di questo territorio”.
“Carinola non è un sito adatto e non ha altri siti adatti. E la provincia di Caserta, nel suo insieme, ha già dato troppo ed è ora che gestisca in proprio, con il coinvolgimento delle comunità locali e delle municipalità, la questione rifiuti. Chiederemo al Presidente De Franciscis un incontro urgente (possibilmente Martedì o Mercoledì p.v., ndr) tra la Giunta e la delegazione de LA SINISTRA (verdi, prc, pdci e sinistra democratica) per ribadire la ferma opposizione al sito di stoccaggio a Carinola e una accelerazione delle procedure per la redazione del piano provinciale dei rifiuti. Saremo in questi giorni nel picchetto a resistere se vi fossero tentativi di forzarlo e a fine settimana torneremo a Carinola insieme al Presidente della Commissione Ambiente del Senato Tommaso Sodano e al componente della commissione bi-camerale sui rifiuti Giacomo De Angelis. E subito dopo, all’inizio della prossima settimana, convocheremo, probabilmente presso la sede di Rifondazione, una riunione del tavolo politico dell’Unione affinché l’intera maggioranza assuma una posizione chiara in merito alla vicenda”.
“Resistere, resistere, resistere, insomma, per riprendere il mano i destini della nostra terra.”
Ecoballe, ultima speranza per Carinola |
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 LILLY VICCARO THEO Un barlume di speranza arriva a Carinola solo nella tarda serata di ieri, a poche ore dalla fine della seconda manifestazione indetta a Casanova contro la possibilità di far diventare la località «Vaglie» il sito di stoccaggio della provincia di Terra di Lavoro: il sindaco Pasquale Di Biasio, duramente contestato dai suoi concittadini che gli hanno gridato «dimettiti», è riuscito verso le diciotto a contattare telefonicamente il commissario Pansa ottenendo un appuntamento con l’attuatore del piano per la provincia di Caserta Leonello Serva. Forse già domani, il sindaco si recherà a Napoli per sottoporre al collaboratore del prefetto il dossier sulla non idoneità ambientale del sito della cava di Casanova a diventare luogo di stoccaggio provvisorio. Casanova dovrebbe tirare il fiato fino a mercoledì, quando Pansa tornerà da Bruxelles dove si recherà in queste ore. Ma fino al primo pomeriggio di ieri, non c’è stata tregua per Casanova: ore difficili, sicuramente le più concitate di questa settimana passata tra proteste, parole, presidi e proposte. Non c’è stata pace per una popolazione che ha accelerato vorticosamente i ritmi della contestazione, con eventi che si sono susseguiti a distanza di ore stravolgendo così la routine quotidiana di anziani, donne bambini: il pericolo ecoballe è stato avvertito come imminente e le notizie che arrivavano fino alle due del pomeriggio di ieri dal commissariato per l’emergenza rifiuti non hanno rasserenato gli animi. Ed è così che anche ieri Casanova è scesa in piazza per farsi sentire: il corteo, il secondo in due giorni, ha sfilato al suono dei fischietti e degli slogan fino al presidio: migliaia di persone a difesa di un sito, a difesa dell’ambiente: tra loro, a tenere la maggior parte degli striscioni, i bambini, istruiti a dovere nel gridare «no» all’indirizzo del commissario Pansa. A guidare il corteo il sindaco Pasquale Di Biasio e il primo cittadino di Falciano del Massico: «La nostra solidarietà è scontata: siamo anche noi figli di Carinola (una volta Falciano era una frazione del comune caleno, ndr) e ci vogliamo battere per la difesa del nostro territorio» ha dichiarato Giulio Fava. Presenti tra gli altri, il presidente dell’associazione agricoltori dell’agro domizio Antonio Villano, una folta delegazione della sezione Legambiente di Falciano, il coordinatore provinciale della Sinistra Democratica Giuseppe Di Gregorio, il consigliere regionale Massimo Grimaldi e il senatore di Forza Italia Emiddio Novi: «Cercherò di incontrare Pansa non per fargli chissà quale discorso ma solo per dirgli che è fuori dalla grazia di Dio fare un sito di stoccaggio a centoquaranta metri dal centro abitato». È il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Ce 2, Pasquale Campanile, a far intravedere un barlume di speranza: «La relazione che mi ha chiesto il sindaco sarà sulla sua scrivania lunedì mattina. Non posso anticiparvi il contenuto, ma è palese che il sito individuato è troppo vicino al centro abitato». Non si arrende intanto il comitato «No-ecoballe» che con uno striscione ha chiesto al sindaco di prendere un provvedimento, quello di individuare un altro sito: «Casanova ha già pagato con l’immondizia sulla Selleccola: adesso basta prendersela sempre con questa frazione» ha detto Gennaro Mannillo, assessore all’ecologia. Ma c’è chi si oppone anche a questa ipotesi: «Sono mamma di quattro figli e voglio esprimere il più grande dissenso a questa scelta scellerata: noi non vogliamo le ecoballe in nessun posto del comune di Carinola. Certo, è ovvio che chi ha delle responsabilità in questa vicenda deve pagare ma adesso è opportuno scongiurare questo pericolo. Che venissero a cacciarci da qui pure con la forza. Non ci fa paura nessuno: né le ruspe, né l’esercito, né la polizia. Non abbiamo paura di niente perché la nostra volontà è quella di dire sempre ad alta voce no» dichiara Concetta D’Onofrio riscuotendo il plauso sincero di tutti gli intervenuti. |
Si allarga il fronte del no, ipotesi Pignataro |
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 CORRADO CASTIGLIONE Ore decisive sul fronte rifiuti alla ricerca dei siti di stoccaggio per le ecoballe. Dal commissario ai rifiuti Alessandro Pansa - con una lettera inviata ai vertici degli enti locali - continua ad arrivare l’ultimatum: il tempo sta per scadere. E i presidenti delle Province fra domani e dopodomani dovranno indicare le soluzioni alternative alle scelte proposte dal prefetto. Mentre anche il governatore Antonio Bassolino, dal suo blog, ammonisce: «Il problema dei rifiuti chiama in causa tutti, commissariati, regione, province, comuni, semplici cittadini: ciascuno è tanto più responsabile in base al ruolo che esercita». A Salerno la rosa delle possibilità (una volta scartate Buccino, Baronissi e Sarno) sembra restringersi al lembo della provincia che confina con la Basilicata. Qualche novità potrebbe arrivare da Caserta, laddove la Provincia - che già è alla ricerca di una discarica che sostituisca Lo Uttaro - potrebbe individuare un grande sito, che possa fungere sia da discarica, sia piazzola per le ecoballe. E le indiscrezioni che circolano indicano la zona di Pignataro. Una notizia questa che, se confermata, giungerebbe come un toccasana a Carinola, dove proprio ieri si è svolto un corteo, il secondo in due giorni. Oltre mille i partecipanti, presenti i rappresentanti degli altri comuni limitrofi ma soprattutto cittadini. «Siamo pronti a incatenarci, mandassero pure l’esercito a caricarci, noi non ci muoveremo» dicevano. Contestato il sindaco Di Biasio: «Dimettiti» hanno gridato i suoi concittadini anche se in serata il primo cittadino ha ottenuto un incontro al commissariato per presentare un dossier sull’incompatibilità ambientale del sito carinolese. Il fronte del no è molto attivo anche a Napoli, per il sito di Poggioreale: l’appuntamento è per domani alle 19,30, in via Cupa Principe, di fronte ai grattacieli di via Stadera, nella piazzola adiacente all’edificio della Protezione civile, laddove si svolgerà la Fiaccolata per la speranza. Hanno annunciato la propria partecipazione, accanto ai residenti, anche molti esponenti politici, soprattutto del centrodestra. Ma anche nel centrosinistra non mancano le voci di denuncia. Proteste anche ad Avellino, per Petruro Irpino. «Rivendichiamo con forza il diritto di vivere serenamente nelle nostre terre»: così i cittadini del comitato civico di Petruro chiudono l’appello rivolto ai sindaci dell’intera Valle del Sabato e dell’intera Irpinia, chiamando tutti a raccolta per la la manifestazione di protesta organizzata per questo pomeriggio alle 16. Stessa musica nel Beneventano, a Morcone, dove il fronte del no si rafforza grazie alla mobilitazione dei comuni molisani che confinano con la zona di Colle Alto, dove dovrebbe sorgere il sito di stoccaggio. (ha collaborato Cristina Liguori) |
Ecoballe, Carinola in piazza |